domenica 24 ottobre 2010

Strix

Fai silenzio.
La nebbia sta salendo dal terreno umido e spirali grigiastre come serpenti si innalzano tra le lapidi antiche.
E se parli, i morti seguiranno la nebbia come una strada dal loro mondo al nostro, e ti prenderanno, portandoti con loro.
Dove, mamma?
Sssh, silenzio, piccola.
Ecco,dammi la mano, stringila forte, ci aspettano sotto la grande quercia.
Streghe e druidi, sotto la luna velata.
Fuochi accesi.
La luce non è forte, non deve esserlo, non bisogna allontanare il buio, ma entrarci a piccoli, discreti passi.
Leggi nella mia mente ancora un po', piccola.
Ascolta la voce di una strega anche madre e un tempo figlia.
Siedi qui, segui i miei pensieri.
Ho già partecipato ad altre riunioni come questa.
Siamo innocui, onoriamo lo spirito della Madre, accendiamo falò e preghiamo nella lingua dei bardi.
Ma una volta ogni quindici anni dobbiamo attuare un sacrificio.
La Dea lo pretende, altrimenti distoglierà il suo sguardo amorevole dai suoi figli.
Mamma...
Lo so, fa paura, ma non è niente.
Un bacio freddo nel petto, un sospiro e sarai sulla luna coi morti.
Ma io voglio restare qui.
Tutti vogliono restare, ma nessuno resta, nemmeno chi respira e calpesta il suolo.
Se credi nella Dea, appartieni al mondo anche quando non ne fai parte.
Se non ci credi, non sei davvero vivo.
Tu sei ancora piccola, e innocente, tu puoi sentire la Dea anche se non riconosci la sua voce, nel canto e nei versi degli animali, nel calore del sole, nell'afrore umido della terra.
Noi abbiamo perso questa capacità, ecco perché ci riuniamo e preghiamo la Dea, per aiutarci a ricordare.
Ecco, alza il tuo viso, osserva la luna.
I morti danzano e ti aspettano sul sentiero grigio di là da questo mondo.
Mamma.
Tu non credi davvero. I tuoi amici sono solo fantocci che ripetono una recita ideata molto tempo fa'
Guardami.
Io sono una strega vera, io sono la voce della Dea su questa terra, e su altre.
Ogni quindici anni c'è bisogno di un sacrificio, lo so, ma ogni sette anni, sette mesi e sette giorni da una falsa strega ne nasce una vera.
Prima della mia nascita uccidesti tua madre, ora toccherebbe a me.
Ma, vedi, non posso accettare l'invito dei tuoi amici dalla tomba.
No, non aver paura, mamma.
I lupi mordono e sono rapidi.
Dormi, ora, e fai silenzio.
Io vado a offrire fiori alla luna.





lunedì 11 ottobre 2010

Il cuore di un uomo


Mi hai seguita, persa e ritrovata.
Ho camminato, e poi corso, impaurita, ma voltandomi spesso indietro per cercarti, per saperti ancora con me.
Ti ho perso e mi sono fermata, col cuore in tumulto, la consapevolezza amara di aver preteso troppo.
Ora che sei tornato, cerco nei tuoi occhi di belva la verità dei tuoi sentimenti.
Celi forse l'inganno, nel profondo del tuo cuore, così come nel profondo di questo bosco si cela l'ombra?
So che mi farai male, anche se non vorrai.
Vorrei sedere con te al sole e scaldarmi al suo calore, ascoltando solo il lieve ritmo del tuo respiro.
Io mi fido di te e non ti chiederò niente.
Ma non ingannarmi, non permettere al tuo cuore di uomo di ferire il mio.

sabato 2 ottobre 2010

Immaculate

La tua pelle.
Così candida.
La tua anima, così pura.
Troppo nitore.
Mi vien voglia di sporcarti.
Tu che sei la mia coscienza.