Ci ho creduto davvero, e continuo,continuerò a farlo. Credo in me stessa e nelle mie capacità di scrittrice, credo che un giorno mi conosceranno ma credo anche che se pure non mi conosceranno avrò il successo che merito perchè quel che scrivo mi piace e IO sono la mia unica approvazione.
Credo che nessuno leggerà queste note ma non mi interessa, alla fin fine quel che conta è ciò che riesci a esprimere anche se poi lo leggi solo tu, vorrà dire che mi serviranno come appunti per riflessioni future.
Credo che se insisto portò cambiare un po' il mondo in cui vivo e se non riesco nella realtà lo farò nella fantasia e continuerò a scrivere di mondi dove le persone possono esprimere se stesse e godere della vita e essere felici perchè non ci sono guerre non ci sono malattie e l'unico problema è aspettare il prossimo treno spaziale per la Galassia Sombrero, e come al solito è in ritardo...
lunedì 28 settembre 2009
venerdì 11 settembre 2009
Un amore stellare
Non ho mai arso di passione.Non si è mai innescata in me la fatale scintilla che avrebbe illuminato il mondo e gli angoli bui del mio cosmo interiore. Vivevo inerte limitandomi a badare a me stessa. Questo fino a quando non conobbi TE.Mio errabondo individuo, pianeta senza stella venutosi a rifugiare tra le mie di colpo ardenti braccia, a bearsi di luce riflessa,della mia potenza,del mio influsso benefico.Al principio apprezzavi la mia passione risvegliatasi alla tua natura inerte,al tuo bisogno di essere amato,coccolato,reso vivo dal mio calore.Poi cominciasti ad allontanarti, non in modo netto, ma sembravi irritato dalla mia irruenza,da quanto ti offrivo,sembravi inaridire sotto i miei strali amorosi,e più io cercavo di attirarti nuovamente nella mia orbita più ti facevi errabondo,sottraendoti nel possibile al legame stabilitosi. Non dissi nulla, accettai di limitare la mia sfera di influenza,e le cose sembrarono migliorare.Poi scoprii che ti vedevi con LEI.Una cosetta scialba, bassa,assolutamente insignificante. Una nana bruna senza nemmeno l'energia necessaria a scaldare se stessa. Ne fosti attratto come una falena dalla fiamma tremolante di una candela, ignorando ME,la tua stella di prima classe,la dominatrice del tuo universo. La nana bruna ti irretiva con la sua placida indifferenza, e tu rifioristi sotto la sua asfittica passione. Per un po' fui troppo sorpresa di quanto stava accadendo per reagire. Poi, trovate le prove della tresca, mi infuriai. Decisi che se non potevo averti nemmeno lei avrebbe goduto della tua amorevole compagnia, ti avrei strappato alla sua orbita, poi sarei esplosa a guisa di supernova riducendovi in cenere e vi avrei sparso nel buco nero che aveva presto posto nel mio cuore. Vi avrei cancellato dall'universo disperdendo i vostri atomi nel nulla... Ma intervenne qualcosa che cambiò i miei piani. Anzi, qualcuno. Un altro errante vagabondo, ma luminoso quanto me. Mi si accostò esitante ma caloroso, mi tentò con la sua vitalità che non era soverchiante ma nemmeno sottomessa. Alla fine decisi di tentare, di condividere con lui il mio percorso, di volteggiare fianco a fianco, uniti ma non diluiti l'uno nell'altra, simili ma contrapposti, una binaria in perfetto equilibrio. E decisi che nell'Universo tutti hanno il diritto di essere ciò che sono, stella, satellite, pianeta, che bisogna saper considerare ogni individuo per ciò che è e non per quello che vorremmo fosse, e che bisogna saper amministrare il proprio desiderio affinchè l'amore non si trasformi in disastro.
Il muro bianco
Mi aggiro per casa, ed essendo questa un buco di 54 metri quadri non ho molto spazio da sondare rincorrendo i miei pensieri. Sono alle prese con un classico della vita di ogni scrittore, se mi si vuol considerare tale. Il muro bianco.Quell'insormontabile ostacolo che ciclicamente si oppone al proseguio della storia,quella parete verticale che nemmeno il più esperto tra gli alpinisti oserebbe o potrebbe scalare. E trovare la breccia che ti consenta di passare oltre non è facile. A volte, semplicemente, non esiste un passaggio per l'oltre. Ma sento che stavolta il passaggio c'è. Devo solo usare la visione mentale periferica, la logica alternativa, i neuroni a specchio, insomma, tutte quelle particolarità che esulano dalla norma.
E mi rendo conto che il mio stesso scrivere del problema è la breccia che cercavo, l'affondo di piccone nei mattoni di ottusità che formano il muro bianco. Per un po' mi godo la sensazione della vittoria imminente, della riuscita dell'impresa. Poi, do' il primo colpo.
E mi rendo conto che il mio stesso scrivere del problema è la breccia che cercavo, l'affondo di piccone nei mattoni di ottusità che formano il muro bianco. Per un po' mi godo la sensazione della vittoria imminente, della riuscita dell'impresa. Poi, do' il primo colpo.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
