Mi aggiro per casa, ed essendo questa un buco di 54 metri quadri non ho molto spazio da sondare rincorrendo i miei pensieri. Sono alle prese con un classico della vita di ogni scrittore, se mi si vuol considerare tale. Il muro bianco.Quell'insormontabile ostacolo che ciclicamente si oppone al proseguio della storia,quella parete verticale che nemmeno il più esperto tra gli alpinisti oserebbe o potrebbe scalare. E trovare la breccia che ti consenta di passare oltre non è facile. A volte, semplicemente, non esiste un passaggio per l'oltre. Ma sento che stavolta il passaggio c'è. Devo solo usare la visione mentale periferica, la logica alternativa, i neuroni a specchio, insomma, tutte quelle particolarità che esulano dalla norma.
E mi rendo conto che il mio stesso scrivere del problema è la breccia che cercavo, l'affondo di piccone nei mattoni di ottusità che formano il muro bianco. Per un po' mi godo la sensazione della vittoria imminente, della riuscita dell'impresa. Poi, do' il primo colpo.
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