venerdì 24 luglio 2009

Una storia

4
Kairon aveva osservato attentamente il Bacile del sogno, la sera prima. Erano un paio di mesi che il Bacile mostrava immagini confuse e lui sapeva che quando faceva così, voleva dire che presto sarebbe arrivata una Visione.
E la Visione puntualmente era arrivata. Un coacervo di immagini, prima un uomo alto e snello con lunghi capelli color neve, intento a passare a un altro uomo, grasso e nervoso ma anche vagamente soddisfatto, uno di quegli oggetti che venivano chiamati Occhi e che era quanto restava di un Fiera quando veniva uccisa. L'oggetto, grande quanto un uovo e di un traslucido color vinaccia, fu preso in consegna dall'uomo grasso mentre l'altro si allontanava osservato da tutti quelli che incrociava sulla strada percorsa. Sembrava stesse dirigendosi a sud.
Da lui?
L'immagine susseguente aveva mostrato un altro giovane uomo con una chioma di capelli rossi e occhi castani dall'espressione ardente, intento a camminare attraverso un bosco. L'uomo si era fermato solo una volta, durante la notte, accendendo un fuoco e osservando alla luce guizzante delle fiamme una carta runa.
Kairon non ne era sicuro, ma se le Visioni erano una conseguenza di quell'antica profezia, allora...
Un sordo bussare alla porta lo fece sobbalzare.
Pensando alle immagini del Bacile, lasciò da parte la pergamena che stava studiando e si alzò trepidante, per raggiungere l'uscio.
Bussarono ancora e lui sorrise:
"Un momento, arrivo!"
Stava per posare la mano sul blocco scorrevole che chiudeva la porta, in legno di quercia come si addiceva a qualunque oggetto atto alla difesa magica, quando avvertì una corrente gelida, come se da sotto il battente fosse scorsa una folata di vento proveniente dai monti a nord.
Capì di essersi sbagliato e arretrò in preda al panico, ma nello stesso momento un urto spaventoso spalancò la porta facendolo cadere riverso all'indietro.
Si era sbagliato!
Vecchio stolto, non sapeva più nemmeno leggere i Segni...
Doveva capire che loro non avrebbero emanato un tale gelo...
Qualcuno avanzò a passi tranquilli e pesanti nella stanza, prendendo poi Kairon per il colletto della sua casacca consunta.
Il vecchio veggente si trovò a fornteggiare un volto magro, brunito, sormontato da una folta chioma nera.
Gli occhi dell'uomo erano neri anch'essi e parevano stelle morte di un universo alieno.
"Tu sei il veggente. Non sapevi che stavo arrivando?"
La voce era bassa, monocorde.
Kairon si trovò seduto di forza su uno scranno mentre l'uomo sedeva a sua volta, ostentando un atteggiamento amichevole che mal si confaceva allo sguardo gelido di quegli occhi.
"Non sempre sono in grado di scrutare nel futuro." rispose il vecchio cercando di non manifestare più di tanto il suo terrore.
Ora capiva chi aveva di fronte.
Quello non era un uomo, se non come manifestazione fisica di un qualcosa di più antico e decisamente temibile.
L'ospite, inatteso e non voluto, sorrise, con un effetto che provocò un altro brivido lungo la schiena del veggente.
Si chinò verso il vecchio:
"Ascolta attentamente. Dharma, l'oracolo meridionale, ha rifiutato di vaticinare per me prima di fuggire dalla catapecchia nel bosco dove viveva. Io devo assolutamente sapere alcune cose, e solo lei può rispondermi. Dimmi dove posso trovarla, dunque. So che lei è una tua amica."
Sì, lei era un'amica, pensò Kairon, e anche se avesse saputo dove si fosse nascosta di certo non l'avrebbe detto a lui.
Il terribile essere che gli sedeva di fronte lesse la sua decisione ancor prima che il veggente pronunciasse una sola parola, e continuando a sorridere allungò di scatto una mano senza però toccare il corpo dell'altro uomo.
Kairon sobbalzò poi urlò, sentendo una fitta nel petto, come se mille aghi di ghiaccio gli stessero scavando dentro.
Si accasciò sullo scranno mentre lo socnosciuto lo sovrastava quieto:
"So che è difficile crederlo, vecchio, ma persino per un rottame come te può essere dolce la vita. E se non vuoi che io vi ponga fine in modo assai doloroso, dimmi dove posso trovare la veggente."
Kairon si raddrizzò, ben sapendo di avere un'unica opportunità.
Se anche avesse detto qualcosa che avrebbe potuto interessare quella creatura malefica, lui lo avrebbe ucciso comunque. E a parte che sì, ci teneva a restare vivo nonostante l'età avanzata, doveva portare a termine un compito e non avrebbe perso la sua unica opportunità di salvezza.
Così guardòlo sconosciuto e sorrise, torvo:
"Forse lo so, forse no. Vediamo se riesci a farmi parlare."
L'essere lo fissò con una strane espressione negli occhi.
Era sorpreso?
Kairon sorrise ancora, compiaciuto, ma la sua allegria ebbe vita breve.
Il dolore tornò, più forte, e lui tantolò cadendo sul pavimento, sperando che il Bacile avesse detto il vero e quei due stessero sul serio arrivando.














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