sabato 7 agosto 2010

Benvenuti-Hiroschima

Sessantacinque rintocchi.
Ognuno di essi mi riporta lentamente a quel giorno, quando un nuovo sole sorse sulla mia città.
Non potevamo sapere che noi eravamo i primi, coloro che sarebbero serviti da esempio per troncare una guerra voluta anche da chi ora intendeva interromperla.
Non sapevamo, noi abitanti di Hiroshima, che qualche giorno dopo anche Nagasaki avrebbe condiviso la stessa sorte.
L'unica cosa di cui venimmo a conoscenza fu il dolore, la morte, e anni di sofferenza, sia psicologica che fisica.
Pelle che si staccava come sfoglia di cipolla, bruciori, organi interni come nido per cellule tumorali.
Capivamo solo che la nostra città era stata spazzata via da qualcosa di enorme e mai visto prima.
Capimmo che la nostra vita non sarebbe mai più stata la stessa, e che la forza dell'impatto avrebbe cambiato anche la Storia, fatto deragliare certezze e creato nuovi incubi.
Ecco, il sessantacinquesimo rintocco.
Il mio cuore palpita, non so ancora per quanto, ma ancora una volta sono qui, per ricordare.

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